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Tenere conto delle tipologie contrattuali nell’organizzazione dei turni
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Come tenere conto delle diverse tipologie contrattuali nella gestione dei turni? Scopri come organizzare i flussi di lavoro in base al tipo di contratto stipulato da ogni lavoratore

Come considerare le diverse tipologie contrattuali nell’organizzazione dei turni?

Ogni tipologia contrattuale infatti si differenzia dalle altre per delle caratteristiche specifiche:

  • durata del contratto
  • retribuzione lorda e oraria
  • numero di ore di lavoro
  • età del lavoratore
  • agevolazioni speciali 
  • etc.

Tenere conto di queste caratteristiche è fondamentale per elaborare una turnazione efficace dei dipendenti in azienda. Soprattutto, è indispensabile per evitare di commettere errori che coinvolgerebbero i dipendenti e l’azienda.

Rischi legati alle diverse tipologie contrattuali 

Il rischio principale è quello di non rispettare le caratteristiche del contratto di ciascun lavoratore, facendogli svolgere mansioni diverse da quelle previste dal suo ingaggio o addirittura facendogli sforare il monte ore consentito per legge. 

Questo è tanto più vero quando la pianificazione prevede turni h24, doppi turni con conseguente turno di riposo, straordinari, ad esempio in aziende che non interrompono mai la produzione.

Rischiare di sbagliare è tanto più facile quanto più grande, complessa e stratificata è l’azienda. Ecco perché, quando si parla di turni per lavoratori con diverse tipologie contrattuali è sempre bene avvalersi dell’ausilio di un software in grado di pianificare il calendario in modo automatico e ottimizzato. 

Prima di vedere come fare, andiamo ad analizzare le più diffuse tipologie contrattuali e il modo in cui distinguerle per un’organizzazione turni e orari di lavoro efficiente. 

Quali sono le principali tipologie contrattuali?

Le principali differenze tra tipologie contrattuali riguardano, quasi sempre, le ore di lavoro previste. 

Qualsiasi contratto di lavoro regola le prestazioni e gli obblighi reciproci tra lavoratore e datore di lavoro. Ciò che distingue il contratto a tempo indeterminato da quello a tempo determinato è la durata di questi obblighi e di queste prestazioni: il contratto a tempo indeterminato è l’unica tipologia contrattuale in cui il rapporto tra le due parti non ha una scadenza prefissata. Tutti gli altri contratti di lavoro, al contrario, hanno una durata precisa.

Nello specifico, il contratto a tempo determinato ha una durata massima di 12 mesi, con alcune eccezioni, e può essere prorogato per 5 volte.

Gli unici due tipi di contratto a poter essere sia a tempo determinato che indeterminato sono il contratto in somministrazione e il lavoro part-time, che non è un vero e proprio contratto di lavoro e prevede che le ore lavorative siano meno delle 40 settimanali previste dalla legge.

Il part-time può essere a sistema:

  • verticale, se il dipendente lavora tutti i giorni per meno ore;
  • orizzontale, se il dipendente lavora a tempo pieno ma non tutti i giorni;
  • misto, se il dipendente lavora sia a sistema verticale che orizzontale.

Il contratto il lavoro in somministrazione prevede che oltre al lavoratore e al datore di lavoro ci sia una terza parte, le agenzie per il lavoro autorizzate dall’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, che ricevono dal datore quanto serve per coprire i versamenti contributivi e la retribuzione del lavoratore.

In Italia esistono poi altre 4 tipologie contrattuali, tutte a tempo determinato:

  • il contratto di lavoro a chiamata, che serve a coprire particolari esigenze del datore di lavoro e prevede che il dipendente lavori per un massimo di 400 giorni in 3 anni solari;
  • contratto di lavoro accessorio, secondo il quale ogni dipendente può lavorare fino a un valore massimo complessivo di 5000 euro, con un limite di 2500 euro per datore di lavoro;
  • il contratto in apprendistato, rivolto ai lavoratori dai 15 ai 29 anni;
  • contratto di lavoro in tirocinio formativo e di orientamento, rivolto a chi ha terminato gli studi da meno di un anno, secondo il quale la retribuzione, stabilita dalle singole  Regioni, non può essere inferiore ai 300 euro al mese.

StaffRoster tiene conto delle diverse tipologie contrattuali

Tra le variabili da prendere in considerazione quando si elabora il calendario turni, oltre alle competenze specifiche di ogni dipendente e agli obiettivi aziendali, la tipologia di contratto di ogni lavoratore è probabilmente la più importante.

StaffRoster è un software concepito per tenere conto, in maniera automatica, delle differenze esistenti tra diverse tipologie di contratto. 

Grazie al suo potente algoritmo, StaffRoster elabora rapidamente calendari turni basati su diverse variabili, senza rischio di errori, tenendo conto:

  • delle differenze tra i vari contratti, sia a livello di durata che di ore di lavoro
  • degli obiettivi di fatturato e di produttività aziendale
  • delle esigenze specifiche di ogni singolo dipendente

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