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Come Organizzare i Turni di Lavoro in base ai Contratti
Come Organizzare i Turni di Lavoro in base ai Contratti

Ti occupi di uno store e l’introduzione dei nuovi contratti ha reso più complessa la gestione del personale? 5 utili consigli su come organizzare i turni di lavoro in base ai contratti

Ti occupi della gestione delle risorse umane? Possiedi uno store con un cospicuo numero di dipendenti e l’assegnazione dei turni di lavoro in maniera efficiente e funzionale sta diventando un’impresa sempre più complessa? Come organizzare i turni di lavoro in base ai contratti?

La mente umana è un ottimo calcolatore, ma a volte, data la grande mole di lavoro e le diverse tipologie contrattuali, si finisce con il commettere errori di organizzazione che inevitabilmente si ripercuotono in maniera negativa nella produttività. Risultato? Lavoro disorganizzato, lavoratori scontenti, calo di produzione.

C’è dunque bisogno di cambiare qualcosa nell’ambito dell’organizzazione e gestione delle risorse. Ma cosa? Per prima cosa vediamo brevemente quali sono le varie tipologie di contratti lavorativi ammessi nel nostro Paese e in seguito, 5 utili consigli su come organizzare la turnazione dei tuoi dipendenti in base agli accordi stipulati.

Come organizzare al meglio i turni di lavoro: le varie tipologie di contratto

La Riforma Fornero, entrata in vigore il 28 giugno del 2012, ha istituito novità in materia di tutele dell’impiego, ammortizzatori sociali e tipologie di contratti di lavoro.

Riassumiamo brevemente i principali tipi di contratti lavorativi ammessi dalla normativa italiana:

  • Lavoro subordinato
  • Lavoro a tempo determinato
  • Lavoro a tempo parziale o part-time
  • Contratto di somministrazione
  • Contratto a intermittenza o a chiamata
  • Contratto a progetto
  • Contratto di apprendistato
  • Stage/tirocinio

Lavoro subordinato

Il lavoro subordinato viene così definito perché il dipendente lavora per un datore di lavoro, che lo retribuisce per le prestazioni svolte e versa contributi. Questo tipo di contratto di lavoro può essere:

  • A tempo indeterminato, quando non è previsto un termine della durata del contratto
  • A tempo determinato, quando invece è annotato sul contratto il termine della collaborazione lavorativa

Un contratto di lavoro subordinato inizia solitamente con una lettera d’assunzione dove verranno inserite le seguenti informazioni:

  • Identità della parti, ovvero nome dell’azienda e nome lavoratore
  • Luogo di lavoro
  • Data di inizio
  • Durata contratto
  • Durata di prova (se prevista)
  • Qualifica di assunzione, dove verrà annotata una breve descrizione della mansione lavorativa
  • Inquadramento nei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL)
  • Importo e modalità di pagamento
  • Orario di lavoro
  • Durata ferie

Contratto a tempo determinato o a termine

Il tempo determinato è un tipo di contratto subordinato dove è ben specificata la durata del rapporto lavorativo (data di inizio e fine). Il contratto a tempo determinato ha una durata max di 36 mesi ed è prorogabile fino a un max di 5 volte.

Lavoro a tempo parziale o part-time

Il lavoro a tempo parziale o part-time è un lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, che prevede una riduzione dell’orario ‘normale’ (solitamente 40 ore).

Il contratto può articolarsi secondo 3 diverse tipologie:

  • Orizzontale, riduzione dell’orario giornaliero rispetto all’orario normale (ad esempio 4 ore rispetto alle 8 della giornata completa)
  • Verticale, giornata di lavoro intera ma suddivisa in determinati giorni e periodi della settimana, mese, anno
  • Misto: combinazione delle due modalità.

Contratto di somministrazione

Il contratto di somministrazione coinvolge 3 soggetti:

  • Agenzie autorizzate
  • Lavoratori
  • Impresa

Il lavoratore che firma un contratto presso un’agenzia autorizzata diventa a tutti gli effetti un suo dipendente e può essere ‘prestato’ ad un’azienda. Le agenzie possono assumere apprendisti, i quali vengono assunti mediante un contratto di apprendistato professionalizzante.

Il lavoratore in questione si rapporterà con due Tutor (uno dell’agenzia e l’altro dell’azienda), che a loro volta si confronteranno sull’avvenuta formazione del soggetto. Se l’esito è positivo, la risorsa acquisirà la qualifica professionale. Finito il periodo di apprendistato, l’agenzia può recedere il contratto con un preavviso di 30 giorni.

Lavoro intermittente o ‘a chiamata’

Il lavoro intermittente più noto come lavoro a chiamata, è un contratto attraverso il quale il lavoratore si mette a disposizione di un datore di lavoro, nel periodo di tempo stipulato nel contratto, che può chiamarlo per esigenze produttive. Un contratto molto utilizzato nel campo dei turismo e negli esercizi pubblici, dove sono previsti picchi lavorativi in specifici periodi dell’anno.

Lavoro a progetto

Il lavoro a progetto è un tipo di lavoro a metà strada tra il lavoro subordinato e quello autonomo. Pertanto, a febbraio 2015, il Governo ha approvato l’abolizione di questi tipi di contratti. Di conseguenza non ne potranno essere approvati dei nuovi, mentre quelli che già in corso, potranno continuare fino a scadenza.

Contratto d’apprendistato

L’apprendistato è una grande opportunità per i giovani (solitamente tra i 15 e i 29 anni) in quanto favorisce la formazione in azienda e l’inserimento nel mercato del lavoro.

Il datore di lavoro è tenuto a retribuire il lavoratore ma anche a garantirgli la formazione necessaria. Il contratto di apprendistato comporta numerose agevolazione anche agli imprenditori, in quanto sostenuto da notevoli incentivi economici e normativi.

Stage/tirocinio

Il tirocinio, è entrato in vigore in data 8 dicembre 2013, permette al soggetto di apprendere e sperimentare le proprie conoscenze professionali, confrontarsi con il mercato del lavoro e orientarsi alle scelte professionali. Ogni tirocinante ha diritto ad una retribuzione anche forfettaria.

Come organizzare i turni di lavoro in base ai contratti: 5 consigli

Nel tuo store molte risorse saranno state inserite attraverso queste tipologie di contratto, e ti sarai imbattuto in una o più di queste situazioni:

  • Turni scoperti
  • Personale quantitativamente inferiore o superiore rispetto alle esigenze aziendali
  • Difficoltà ad organizzare turnazioni nel periodo ferie
  • Difficoltà a sostituire una risorsa con un’altra in possesso della stessa tipologia di contratto
  • Calo della produttività
  • Personale scontento

Ecco 5 consigli per organizzare al meglio le turnazioni del personale e favorire il benessere generale dell’azienda.

  • Automatizzare i processi lavorativi: la mente umana per quanto sia un ottimo calcolatore, necessita, in situazione complesse, di un supporto, di un software che ad esempio possa automatizzare i processi lavorativi. Questo è il consiglio cardine, punto di riferimento per tutti gli altri consigli.
  • Elaborare i turni di lavoro in base ai profili aziendali: in base alle esigenze del negozio, sarebbe utile affidarsi ad un portale gestionale attraverso cui accedere ai vari profili aziendali (dove trovare dati anagrafici, tipologia di contratto, orari di lavoro, turni ecc.) per organizzare i turni di lavoro.
  • Assegnazione automatica dei turni di lavoro per esigenze extra: a seconda dei fabbisogni della struttura, ricorrere ad un’applicazione che di volta in volta aggiorni in automatico le esigenze qualitative e quantitative dell’azienda (in tempo di saldi ad esempio, uno store avrà bisogno di personale extra.)
  • Ricorrere ad un software gestionale per coprire i turni scoperti: in caso di modifiche orari o turni scoperti, usufruire di un programma gestionale, che sfruttando i profili aziendali, possa in automatico indicare la risorsa più idonea per la copertura del turno scoperto.
  • Organizzazione ferie tramite applicazione gestionale: Attraverso un sistema di gestione, potrai visualizzare i periodi di ferie goduti dal lavoratore nel periodo precedente e al contempo organizzare con largo anticipo la copertura dei turni nei periodi di ferie.