facebook
3 doti che le risorse umane devono avere nello scenario post-emergenza

Le 3 doti che le risorse umane devono avere nel post-lockdown: 3 skill fondamentali per affrontare nel migliore dei modi l’inedito scenario lavorativo post emergenza

Quali saranno le 3 doti che le risorse umane dovranno avere per affrontare al meglio le incognite della situazione lavorativa del post-pandemia? 

A volerla leggere in chiave ottimista, la pandemia può, anzi deve diventare un’opportunità per i reparti HR di essere più proattivi nell’organizzazione aziendale e nella risoluzione delle problematiche legate ad un mondo, quello lavorativo per l’appunto, in continua evoluzione

Scopriamo insieme quali sono le 3 caratteristiche del reparto risorse umane più adatte ad affrontare quelle che saranno le maggiori difficoltà legate al nuovo scenario lavorativo post-emergenza.

 

Lo scenario lavorativo post emergenza: aspettative e pronostici 

A causa dell’emergenza sanitaria e del conseguente lockdown, le aziende hanno dovuto mettere in atto delle strategie che non condizionassero negativamente la produttività aziendale.

Tra queste, lo smart-working e il lavoro ibrido, soluzioni inedite per la maggior parte delle aziende, ma rivelatesi estremamente efficaci per coniugare la necessità di continuare a lavorare all’obbligo di restare in casa, per ridurre i costi ed aumentare la produttività aziendale e il grado di soddisfazione dei dipendenti.

Appare quindi plausibile che le aziende continuino a preferire soluzioni lavorative ibride, a prescindere dalla durata della pandemia: per i reparti HR adattarsi a questo scenario rappresenta sicuramente una sfida, ma anche un’opportunità da non lasciarsi sfuggire.

 

Le 3 doti che le risorse umane devono avere nello scenario lavorativo post-emergenza

La maggior parte dei processi HR è stata inibita dall’adozione da parte delle aziende di forme di lavoro a distanza: i rapporti interpersonali infatti sono il fulcro dell’attività del reparto risorse umane.

Per continuare ad inserire i nuovi dipendenti, a trasmettere cultura e valori aziendali, a mantenere i dipendenti coinvolti e informati e a gestire e monitorare le performance è fondamentale che chi opera nel reparto HR trovi nuove soluzioni studiate in base alle esigenze aziendali.

Ecco perché è ancora più importante che i lavoratori delle risorse umane abbiano queste 3 caratteristiche: 

  • Empatia, capacità di comunicare e ascoltare: per chi, come il reparto HR, fa delle relazioni interpersonali il core della propria attività lavorativa, la parte comunicativa resta fondamentale anche in relazione al lavoro ibrido. Pianificare call aziendali da remoto o organizzare riunioni in presenza a cadenza settimanale può essere un buon modo per mantenere i dipendenti coinvolti e focalizzati sugli obiettivi aziendali comuni.
  • Capacità di problem solving e multitasking: skill indispensabili quando bisogna tenere conto delle caratteristiche di ogni singolo dipendente e quindi di un gran numero di variabili. Affrontare un problema, individuare le soluzioni concrete più idonee a risolverlo e tra queste scegliere quella più rapida e meno dispendiosa è sicuramente il modo più efficace per mantenere alto il grado di soddisfazione dei dipendenti in azienda, anche in lavoro agile.
  • Capacità di pianificazione e organizzazione: è chiaro che, vista la mole di scadenze, di task e di appuntamenti di cui tenere conto, saper pianificare e organizzare le attività dei dipendenti è l’unica maniera efficace per monitorare e valutare l’andamento aziendale. In questo periodo, organizzare il lavoro in presenza a rotazione può essere un buon modo per evitare sovraffollamento in ufficio e confrontarsi periodicamente con tutti i dipendenti. Un software per la gestione dei turni e delle ferie dei dipendenti come StaffRoster può sgravare il reparto HR di un carico di lavoro considerevole, soprattutto in termini di tempo.

Che ne pensi? 

Se vuoi provare StaffRoster richiedi una demo gratuita: www.staffroster.com